Sono a casa da più di due settimane e ancora non me ne capacito, di tutto quello che può succedere in un mese e mezzo. Delle sicurezze che vanno in frantumi, come uno di quei bicchieri che ci aveva datop tua mamma per la nostra casa , che si sono rotti tutti, uno per uno. Non me ne capacito - pur essendone pienamente responsabile - e non mi dò pace, rispondo a domande che mai avrei voluto sentire, dò spiegazioni superficiali e stupide, riempio la giornata di cose, semplicemente cose che non mi facciano pensare per qualche minuto, ora, come il tipo di About a Boy che divide la sua giornata in unità di tempo,ecco. E così riprendo la chitarra abbandonata da secoli, scrivo più di quanto abbia mai fatto prima, prendo caffè nell'odioso baretto tanto amato dai compaesani, parlo di cose futili, scarico tutta la musica che riesco, ma non faccio quello che dovrei:tesi,esame,crediti,diploma da ritirare,responabilità,parole che passano vagamente per l'anticamera del cervello lasciandomi un fastidioso prurito.
Sao 12:33, ou seja sa 11:33 para ti, serà que ainda estàs na cama? Acredito que sim, ainda là estas, como nessas manhas em que nòs deixavamos ficar a dormir atè tardissimo, com o teu Nokia a tocar e tu sempre a carregar no teclado (mais 5 minutos,ainda...) e eu a ficar irritada com esse toque. Ficariamos assim a manha todo, o dia todo, sem responsabilidades porque è assim que nòs gostamos... tao iguais e tao diferentes, tao giros e perfeitos aos olhos de amigos,familiares, desconhecidos. Serà que sentes a minha falta nessas manhas?Eu sinto-a, a falta de te ver preparar o cafezinho a rir-te dos meus olhos de cachorra ensonada, das coisas feitas de pressa porque constantemente atrasados - banho,roupa,cama,compras,almoço - de te ver pegar na mochila e dar-me um beijinho de despedida antes de ires para o trabalho... o que è que se perdeu?